I Nostri Vini

IGT Canaiolo Bianco di Toscana

Borgo Prunatelli

In una posizione adatta al miglior Sangiovese aziendale (400 mt di altitudine con esposizione sud/sud-ovest) abbiamo piantato il Canaiolo Bianco, varietà autoctona, che produce un Grande Bianco da Invecchiamento. Dalla prima annata, la 2012, è l’unico Canaiolo Bianco di Toscana IGT in produzione. Primato del quale siamo molto fieri. Si noti che NON si tratta di un Canaiolo Nero vinificato in Bianco ma della varietà Canaiolo Bianco. E’ un vino che richiede molto lavoro e dedizione. Lo stesso affinamento rappresenta una rarità che serve ad esaltare le caratteristiche del vitigno che crea un vino che può rimanere a lungo sulle proprie fecce senza andare in riduzione. L’affinamento avviene in barrique d’acciaio su supporti che permettono la rotazione delle barrique e la messa in sospensione delle fecce fini. La funzione è la stessa del batonnage, senza avere gli inconvenienti legati all’apertura della barrique e all’aerazione del vino. Con questo metodo vengono conferiti profumi, intensità di sapore e pienezza del vino.

Chianti Rufina Riserva

Borgo Prunatelli

A Prunatelli ci sono due vigneti, quello del Sangiovese Forte e quello del Canaiolo Bianco, poi tutto il resto è rimasto come 100 anni fa, con la coltivazione promiscua – tra le viti possiamo trovarne alcune che risalgono al 1913 – 1915. Il Chianti Rufina Riserva Borgo Prunatelli proviene dai filari a coltivazione promiscua. Tutte le varietà all’interno del Chianti Rufina Riserva (Sangiovese 85%, Mammolo, Abrostine, SanForte, Grand Noir, Canaiolo Nero, Colorino) vengono raccolte e vinificate insieme come si faceva prima: un Rufina d’altriu tempi. L’etichetta rappresenta il sole, che a Prunatelli sorge presto e tramonta tardi, e i solchi nel terreno.

Toscana Sanforte IGT

Borgo Prunatelli

Il Sanforte di Borgo Prunatelli nasce da una scoperta fatta l’8 agosto 2002, dopo il tornado che colpì la zona di Rufina e Pontassieve. In collaborazione con l’Università di Firenze, prese avvio un progetto di ricerca per recuperare e valorizzare antichi vitigni del territorio. Proprio a Prunatelli furono individuate le prime piante di Sangiovese Forte.

Gli studi genetici hanno dimostrato che il Sangiovese Forte, oggi chiamato Sanforte, non è un biotipo del Sangiovese, ma un vitigno autonomo, probabilmente autoctono della Val di Sieve.

Nel settembre 2002 venne realizzata la prima microvinificazione con le 5 piante individuate, ottenendo 10 litri di vino: questa è considerata la prima annata del Sanforte.

Il 19 settembre 2007 il vitigno è stato ufficialmente iscritto al Registro Nazionale delle Varietà con il nome Sanforte. Da questo lavoro è nato anche un Vitiarium, che ha permesso di impiantare una vigna dedicata al Sanforte.

Oggi la vigna è coltivata in biologico e, dal 2024, anche in elettrocoltura.